Lo chiamiamo InfiniteRoute ™


Partiamo dai bisogni di innovazione dell'impresa.

L'innovazione rappresenta per le imprese una leva fondamentale di competitività. Oggi più che mai lo scenario competitivo si presenta fluido, a volte vorticoso. Tale complessità impone ritmi accelerati e la necessità di interpretare con maggiore elasticità minacce/opportunità e trend in continua evoluzione. Le imprese che vogliono competere maturano nuovi bisogni di innovazione spesso in territori ai confini o al di fuori della loro attuale zona di comfort, quella nella quale hanno costruito il loro attuale vantaggio competitivo. Le imprese italiane sono abituate più di quelle europee a fare innovazione in casa: è un approccio culturale ancora dominante perché l'innovazione è trattata con diffidenza e chiusura quando si tratta di collaborare con un soggetto esterno. Il problema però è questo approccio non paga in un'economia fatta di conoscenza sempre più immateriale e della capacità di generare valore attraverso lo sfruttamento della proprietà intellettuale. 

Innovare in casa è il modello corretto per competere oggi? No.

Perlomeno non è abbastanza. Spieghiamoci meglio: potrebbe bastare a malapena se si intende l'innovazione come un processo verticale. So fare un prodotto e attraverso un percorso di ricerca e sviluppo interno, con i miei addetti alla ricerca e lo sviluppo, cerco di farlo sempre meglio. Se sono veramente bravo, difficilmente un partner esterno potrà suggerirmi come migliorare.

Il fatto è che l'innovazione verticale non è tutta l'innovazione possibile. Esiste anche quella orizzontale:

è un fattore dirompente che attraversa tutti gli aspetti dell'organizzazione d'impresa come un'onda anomala sospinta dal vento della rivoluzione digitale. Innovazione è contaminazione. Innovazione è dialogo tra gli esperti di dominio dell'impresa e gli esperti di domini che l'impresa non presidia, e magari al momento ignora del tutto. Fare innovazione orizzontale è un percorso impervio. Significa avere il coraggio di esplorare terreni poco conosciuti che stanno al di fuori della zona di confort. Ancora più difficile: scommettere su competenze che a oggi non si capiscono. E' normale avere delle remore su quello che non si capisce fino in fondo, anche se si intuisce che il potenziale c'è. E' qui che inizia il nostro mestiere.

Il nostro lavoro inizia dove finisce la zona di confort dell'Impresa.

Individuiamo bisogni e temi di indagine, lavoriamo a 4 mani con l'azienda, disegniamo assieme un percorso di medio-lungo termine che accompagna l'azienda attraverso discipline nuove, selezioniamo il migliore talento, diamo forma ai processi, realizziamo prototipi (tanti, perché sono il modo migliore per capire se le cose funzionano), pensiamo alla formazione e al trasferimento della conoscenza, definiamo delle metriche per capire come e quanto il progetto ha successo. Lavoriamo in Impresa, nei nostri spazi dedicati all'innovazione, nello spazio digitale. 

E' un percorso sartoriale, tutto compreso, costruito comprendendo i bisogni di innovazione dell'Impresa. Creiamo valore con la contaminazione e con il talento. 

L'obiettivo del percorso è iniettare innovazione nell'Impresa attraverso la realizzazione di un progetto trasversale che importa dall'esterno talento, strumenti e processi. Parliamo di sartorialità perché ogni impresa è un organismo del tutto unico e tale deve essere il percorso che decide di seguire sulla via dell'innovazione multidisciplinare. "Tutto compreso" perché non si tratta di vendere un pacchetto di giornate con il rimborso spese a piè di lista: l'impresa ha bisogno di realizzare un progetto e il nostro impegno è quello di comprenderlo e realizzarlo chiavi in mano in tutti i suoi aspetti, come partner che si assumono la loro parte di rischio d'impresa.

Perché proprio noi? Per più di 2 milioni di motivi.

Non solo perché abbiamo le competenze e l'esperienza. Le idee ambiziose hanno bisogno di un luogo per crescere: lo abbiamo. Ma per le idee ambiziose anche il più completo dei team e il più evocativo dei contesti può non essere sufficiente. Questo è il motivo per il quale abbiamo scelto che "noi" non coincide con "noi da soli". Siamo parte di un network globale che raccoglie oltre 2 milioni di problem solver distribuiti in tutto il mondo: università, centri di ricerca, innovatori indipendenti. Quando mettiamo a fuoco il bisogno dell'impresa, siamo in grado di coinvolgerli al meglio per trovare una soluzione e costruirci attorno un progetto organico. Con tempi certi e con la certezza del risultato. 

Dopo l'InfiniteRoute? Business unit o nuova impresa.

InfiniteRoute finisce con un risultato tangibile, il progetto di innovazione realizzato. A questo punto l'impresa può scegliere se portare all'interno della sua organizzazione l'innovazione in forma di business unit o se esistono gli estremi per dare vita a una nuova impresa. Non la chiamiamo start up perché il suo grande vantaggio è di entrare nel mercato con un primo cliente, l'impresa che ha dato vita il progetto, che ne da una sostanziale validazione di modello e di prodotto. E le permette di staccare una fattura sin dall'inizio della sua esistenza.

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